Commissione Delle Donne: Diritti E Imprenditoria Femminile

ANA CLAUDIA BARBUDA – Presidente della Commissione Delle Donne: Diritti E Imprenditoria Femminile 

Le discriminazione delle donne è stata ed è ancor oggi uno dei fenomeni negativi che colpisce tutto il mondo. La sua condizione ha subito molti cambiamenti, spesso in positivo, ma permangono ancora molti problemi. Nel passato la donna non poteva esprimere le proprie idee e non aveva una libertà culturale, era considerata quasi nulla rispetto all’uomo tanto che si parlava di sesso debole. Ancora oggi in alcuni Paesi è sottomessa all’uomo e l’uguaglianza dei diritti è ancora lontana.

Nei Paesi più sviluppati, le donne, per raggiungere una posizione sociale, hanno dovuto lottare a lungo e ci sono state molte battaglie per la loro emancipazione. Nell’epoca Napoleonica c’erano stati dei miglioramenti per quanto riguardava la condizione femminile, i quali però, sono crollati con la morte di Napoleone. Uno dei primi movimenti che mirava alla conquista della parità dei diritti tra uomo e donna, era quello delle suffragette sviluppatosi nell’800, che aveva come scopo il raggiungimento del suffragio universale anche per le donne.

Questo clima favorevole nei confronti delle donne sarebbe crollato poi, durante gli Anni ’20 e ’30, soprattutto in Germania e in Italia dove la donna era considerata una macchina per fare figli. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le donne iniziarono ad entrare nel mondo del lavoro per sostituire gli uomini nelle fabbriche e per provvedere al sostentamento della famiglia. Nel 1946, al termine della Guerra, in Italia venne riconosciuto il contributo che le donne avevano dato per arrivare alla liberazione nazionale e, finalmente, il 2 giugno 1946 poterono votare al referendum che fece dell’Italia una Repubblica.

Dagli Anni Cinquanta la questione femminile esplose in tutto il mondo occidentale, grazie al moltiplicarsi dei movimenti femministi. Nonostante ciò nelle regioni meno sviluppate del mondo, ancora oggi le donne vengono continuamente maltrattate e vivono in condizioni peggiori rispetto agli uomini. Più difficile resta la vita delle donne nel Medio Oriente, la cui condizione è legata soprattutto all’Islam. Secondo il Corano, la donna è uguale all’uomo e non esiste nessuna discriminazione dopo la morte ma, nonostante questo, le donne sono sempre sottoposte all’autorità di un uomo, che sia il padre, il marito o un fratello. Non hanno libertà di movimento e di espressione, sono escluse dalla vita pubblica e politica, non possono guidare l’automobile, nei locali pubblici hanno entrate separate da quelle degli uomini e quando escono devono indossare il burqa.

La violenza maschile contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali; non si può relegare tale violenza solo a una sfera privata o familiare poiché investe direttamente anche una responsabilità pubblica.

Crediamo che una via d’uscita da un contesto quasi esclusivamente maschile, sia puntare anche su l’universo imprenditoriale, nel quale viene prevista e soprattutto garantita, la partecipazione della donna, ed il rispetto di tutti i diritti riconosciuti agli uomini. Il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile si occupa di sostenere la diffusione di una cultura imprenditoriale femminile attraverso la realizzazione di azioni mirate all’incremento delle attività per il diritto delle donne nel mondo.
L’imprenditorialità femminile, è un fenomeno in c ostante crescita ed in forte sviluppo; questo trend di crescita continua, diffuso soprattutto nel contesto dei Paesi europei ed Americani e ci permette di fare delle riflessioni sul cambiamento di tendenza dell’economia.

La Commissione ha lo scopo di promuovere organismi diretti al sostegno dell’imprenditoria femminile e della parità dei diritti, nonché all’enumerazione degli adempimenti necessari all’avvio di un’attività d’impresa, con particolare riguardo alle misure di agevolazione destinate all’imprenditoria femminile.